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aprile 28, 2016 - Clei

CLEI al Salone del Mobile 2016

Probabilmente qualità è la parola più usata in questi anni nel nostro mondo. Un uso che, inevitabilmente, si è trasformato in abuso; privo di un’adeguata riflessione critica anche questo concetto basilare rischia di perdere significato.
Per chi come noi la considera come l’essenza della competizione imprenditoriale, la qualità è il frutto dell’innovazione: il risultato della ricerca sistematica, l’applicazione industriale di idee progettuali sperimentate in modo scientifico. Tuttavia, nella confusione di codici e linguaggi, anche la misura della qualità rischia di diventare arbitraria; invitabile quindi porsi la domanda sul come si debba misurarla.

Diciamo subito che la qualità di un prodotto e ancor più di un progetto non si valuta solo in metri quadri conquistati. Certo, la moltiplicazione dello spazio è un criterio fondamentale per un mobile trasformabile; tuttavia l’elemento di valore è un altro, ovvero il modo con cui si raggiunge il risultato.

La qualità si misura in sicurezza, durata nel tempo, affidabilità e flessibilità compositiva. Sono questi i fattori che, soli, danno valore autentico alla qualità poiché sono il risultato concreto della ricerca e dell’innovazione tecnologica.

E’ questa la scelta di #clei, costantemente impegnata nella costruzione di rapporti di collaborazione e di partnership con le più importanti Università, laboratori e istituti di ricerca in Italia e nel mondo.
Un impegno il cui obiettivo è conoscere e misurare l’impatto che i fenomeni sociali, culturali, economici ed urbanistici avranno sui nostri stili di vita, sui modi di abitare le case del futuro, sulle scelte di consumo delle persone cittadini del mondo.

Un cambiamento inarrestabile che è sotto gli occhi di tutti gli operatori economici del nostro settore.
Un cambiamento che #clei affronta con lo studio, la ricerca, il perseguimento dell’innovazione creativa, progettuale e tecnologica: il solo modo per continuare a stare un passo avanti nel mondo che cambia.

Il risultato finale è concettualmente semplice, anche se complesso da ottenere: si chiama moltiplicazione. Ma non dello spazio in sé, bensì del suo valore. La moltiplicazione è realizzata attraverso programmi d’arredo capaci di trasformare gli spazi domestici in modo strutturale e integrato. Si tratta di collezioni che, grazie all’elevato contenuto tecnologico, costituiscono il punto d’arrivo della ricerca applicata e della creatività in tema di #design contemporaneo.

Librerie, contenitori, divani, tavoli e scrittoi si coniugano così in spazi integrati e condivisi; i mobili giorno si trasformano in versione notte in modo semplice e veloce, proponendo comodi letti sempre pronti di varie dimensioni.
Le collezioni sono suddivise in Living System e Young System e vengono rappresentate al Salone del Mobile 2016 da prodotti per ogni area della casa. Nella zona Living troviamo il sistema TANGO e il divano OSLO, che si uniscono agli elementi TETRIS e GIRO’, e il sistema KITCHEN BOX coniugato con PENELOPE DINING.

Nella zona Young è presentato il sistema KALI 120 nelle versioni BOARD e SOFA, e il tavolo da parete richiudibile WALLY.

CLEI: il modo più intelligente e creativo di vivere la contemporaneità, con lo sguardo rivolto al futuro. 

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