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luglio 09, 2019 - Davide Groppi

Progetto “LUCE NEL PIATTO”

Nel mio lavoro ho sempre cercato di varcare i confini, di scoprire terre inesplorate, alla ricerca di un senso, di una possibile verità.

Quando progettiamo cerchiamo consenso, cerchiamo di fare in modo che le altre persone condividano con noi il senso che assegniamo alle nostre idee.

Probabilmente, per questo motivo, le idee che nella storia dell’uomo hanno funzionato sono quelle che, in qualche modo, si sono avvicinate a uno stato che possiamo definire di verità.

Alcune verità, istintivamente, le riconoscono tutti.

Forse progettare significa cercare la verità per ottenere la bellezza?

Davide Groppi

Quando progetto la luce di un ristorante, il mio modello di riferimento è il Caravaggio.

Sono sempre stato affascinato dalla luce dei quadri del Caravaggio.

La luce non è mai banale ed è sempre utilizzata in modo teatrale.

È una luce cinematografica.

I personaggi sembrano che escano dal buio. Secondo la mia visione, il ristorante è teatro.

I ristoranti che preferisco sono dei luoghi in cui il cliente ha la possibilità di compiere un’esperienza. Un’esperienza non solo enogastronomica, ma anche visiva, olfattiva, acustica. 

In questi ultimi anni ho avuto la fortuna di illuminare alcuni ristoranti. "Luce nel piatto" racconta i pensieri e le idee che ho maturato in occasione di queste straordinarie esperienze.

"Luce nel piatto" nasce dall'idea di mettere la luce in scena.

Una luce intesa come ingrediente della cucina, usata con garbo, ma nello stesso tempo con decisione, sui tavoli, sulle soglie e sui percorsi.

Un vero lavoro di foto-grafia, all’insegna della seduzione e dell’ospitalità.

La tavola è luogo d’incontro, di amore, di condivisione.

Ogni dettaglio deve toccare le corde profonde dell’anima, e tendere verso la bellezza.

I ristoranti che preferisco sono quelli in cui riesco ad appagare tutti i sensi, in un percorso multisensoriale completo.

Se ogni aspetto dell’esperienza sarà all’altezza, avrò vissuto un momento indimenticabile. L’illuminazione è fondamentale, nella realizzazione di un percorso emozionale in grado di svelare punti di vista inediti, angoli e dettagli sorprendenti.

La luce dà profondità e intensità agli sguardi, ai silenzi e alle parole.

La luce valorizza angoli nascosti, suggerisce soluzioni impreviste e dettagli dimenticati.

Sottrae, crea pieni e vuoti, sottolinea gesti ed espressioni.

La luce non è mai neutra, agisce come protagonista indirizzando il corso dei nostri pensieri e delle nostre azioni.

Necessaria per illuminare, ma anche per sedurre, dare un senso di mistero, suggerire metafore e immaginare scenari destinati a diventare il teatro mobile e cangiante della nostra vita.