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luglio 17, 2019 - Alcantara

ALCANTARA® e L'ARTE - ALLO YUZ MUSEUM SHANGHAI FINO AL 7 OTTOBRE: Nine Journeys Through Time

È aperta al pubblico dallo scorso 3 luglio la #mostra  "Nine Journeys Through Time", organizzata da Alcantara in collaborazione con lo Yuz Museum di Shanghai, nuova tappa della omonima esposizione presentata nell'Appartamento del Principe di Palazzo Reale a Milano, ideata e curata da Davide Quadrio e Massimo Torrigiani nel 2018.

Per Nine Journeys Trough Time9 sensibilità artistiche del nostro tempo, si esprimono attraverso 9 progetti con linguaggi differenti: dalle trasfigurazioni della pittura alla moda, dal digital #design alla musica, guidate dalla specificità di un unico medium, Alcantara®. Hanno infatti tutti analizzato il materiale in ogni sua declinazione e potenzialità, ne hanno esplorato i processi di invenzione e fabbricazione, lavorando con tecnici ed esperti, in percorsi autonomi o attraverso collaborazioni.


I 9 artisti sono: Aaajiao, Andrea Anastasio,Caterina Barbieri, Krijn de Koning, Li Shurui, Alex Schweder, Chiharu Shiota, Iris van Herpen, e Zeitguised.

Ognuno di loro ha creato un'opera site specific, dialogando inizialmente con l'Appartamento del Principe di Palazzo Reale a Milano, un luogo carico di spunti creativi: rampa di lancio per viaggi tra laboratori di scienze anomale, anaconde, mutazioni, sinusoidi, apparizioni oracolari, giravolte della natura in artificio e viceversa, corridoi psichedelici e bizzarri metronomi.


Una successione di scenari fantastici, che rivive allo #yuzmuseum di #Shanghai, con alcune variazioni. La #mostra include infatti nuove configurazioni per le opere di Krijn de Koning, Chiharu Shiota e Aaajiao e introduce un nuovo attore: Alex Schweder, artista che vive a New York, che aggiunge un elemento performativo alla dinamica della #mostra.

Nel processo di "spostamento" dell'evento da Milano a #Shanghai, tutte le precedenti storie e le complesse interazioni tra l'Appartamento del Prince e le opere, vengono narrate nella sospensione spazio -temporale di un openspace. 
 
Il tempo, risultato della conversazione tra artisti e materiale, artisti e luoghi, artisti e curatori, è il vero filo conduttore tra le opere. L'originale impressione creatasi nell'Appartamento del Principe ha generato una riflessione sulle diverse dimensioni del tempo: sul "nostro" tempo, quotidiano e pratico, breve, opposto, o complementare, al "tempo scientifico", dilatato e impercepibile.


A tutto ciò, l'esperienza dello #yuzmuseum aggiunge una forte percezione di spazio e di architettura dove gli elementi di connessione tra le opere e i pezzi d'arte sono altamente performativi e interattivi, lasciando al pubblico il piacere di una sperimentazione ludica e profonda al tempo stesso. In questo contesto l'opera di Alex Schweder, spaziale e insieme performativa, aggiunge una interessante variazione allo schema curatoriale.


Distanti dal contesto che le ha generate, le opere, facendo il loro ingresso nelle imponenti sale del Museo nato dalla ricostruzione di un vecchio hangar, emergono dalle pareti bianche e dai pavimenti grigi esaltate da un progetto espositivo minimalista e aperto che le mette in primo piano, aprendosi ad un nuovo dialogo spazio-temporale.

Oltre alla traccia principale del tempo e dello slittamento spazio-temporale (Milano vs #Shanghai, tempo vs architettura) la #mostra indaga  altri temi come il rapporto tra naturale e artificiale, tra prodotti e natura, tra noi umani e ciò che è diverso da noi. Un vero e proprio atto di ricerca che pone al centro gli artisti, la loro esplorazione e il superamento dei confini dell'arte, consentendo agli spettatori di osservare i fattori che influenzano il processo creativo e di interrogarsi sul modo in cui la cooperazione interdisciplinare stia ampliando le possibilità della creazione artistica e su cosa, infine, si intenda per arte autentica.

"Nine Journeys Through Time" è immaginata come un tragitto esperienziale solcato da spiriti disposti a lasciarsi avvolgere dalla meraviglia. Ogni opera si rivela una sorpresa che ci proietta in diverse e divertite dimensioni spazio-temporali. Un tragitto a volte astratto, ma mai irraggiungibile, che ci sospinge tra mondi ed esperienze estetiche sorprendenti.